2014/15: III EDIZIONE SIPARI SOCIALI

Nella terza edizione del progetto circa 90 ragazzi partecipano ai laboratori artistici e si sperimenta il Piccolo coro composto di 25 bimbi di 4°elementare; l'esperienza si conclude portando in scena "La scarpetta perduta" liberamente tratto da "La Cenerentola" di G. Rossini

luglio 5, 2015

  • SipariSociali_15-16mag2015 (2)
  • SipariSociali_15-16mag2015 (3)
  • SipariSociali_15-16mag2015 (4)
  • SipariSociali_15-16mag2015 (6)
  • SipariSociali_15-16mag2015 (9)
  • SipariSociali_15-16mag2015 (11)
  • SipariSociali_15-16mag2015
  • SipariSociali_ProveBackstage_ScarpettaPerduta (3)
  • SipariSociali_ProveBackstage_ScarpettaPerduta (5)
  • SipariSociali_ProveBackstage_ScarpettaPerduta (12)
  • SipariSociali_ProveBackstage_ScarpettaPerduta (13)
  • SipariSociali_ProveBackstage_ScarpettaPerduta (33)
  • SipariSociali_21052016_c
  • SipariSociali_21052016_d

In questi anni, Sipari Sociali si è arricchito sempre di più di nuovi aspetti e di nuove sfaccettature; infatti se, nei primi anni, l’allestimento dello spettacolo e la partecipazione ai laboratori propedeutici erano il fulcro dell’azione degli educatori e degli artisti, ora lo scopo principale di questo sviluppo è il creare un percorso formativo completo.

In particolare si prevede:

  • una parte propedeutica per i bambini delle classi elementari;
  • l’allestimento di uno spettacolo e i laboratori propedeutici per i ragazzi dagli 11 anni ai 17;
  • la predisposizione di borse di studio per ragazzi che hanno partecipato almeno ad un allestimento teatrale

 

LA SCARPETTA PERDUTA LIBERAMENTE TRATTO DA “LA CENERENTOLA”

di G. Rossini

Il soggetto, ovviamente, è quello celeberrimo; Rossini, però, non trovandosi a suo agio in mezzo a magie e prodigi vari, ne vuole fare una storia edificante, basata sulle doti morali della protagonista piuttosto che sull’incantevole scenografia di zucche trasformate in carrozze, topolini che diventano cavalli, scarpette di cristallo, cenci laceri mutati in vestiti d’oro e d’argento. Scompare quindi la fata e al suo posto compare il filosofo e maestro Alidoro; eliminata d’altronde anche la matrigna in favore di un patrigno, Don Magnifico, altrettanto malvagio benché ridicolo e goffo. Restano le sorellastre e naturalmente il meraviglioso principe, aiutato però dal cameriere Dandini, che è il vero buffo della situazione.

La rivisitazione dell’opera che portiamo in scena ha come obiettivo ultimo quello di sottolineare valori positivi  e promuovere la bontà d’animo e l’innocenza rispetto alla ricchezza ed alla bellezza, questo è il live motive dell’opera, quanto mai attuale nella società moderna e nella realtà quotidiana dei ragazzi.